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Lo svezzamento

Quanto sono belle le faccine che fanno i bimbi quando per la prima volta assaggiano consistenze e sapori completamente nuovi? Lo svezzamento è un momento delicato … una vera scoperta anche per mamma e papà.

Lo svezzamento indica il passaggio da un’alimentazione prettamente liquida (latte materno o latte in formula) ad un’alimentazione a base di cibi solidi o semisolidi che per il bambino non solo rappresentano nuovi gusti e nuove consistenze, completamente diverse dal latte ma vere e proprie sfide … ora deve mordere, masticare, imparare a deglutire e tutto ciò richiede un certo impegno, si tratta di un cambiamento che il piccolo affronta in modo progressivo e graduale.
E le novità possono appassionare ma anche spaventare … Quindi parola d’ordine “pazienza”

Non c’è un momento stabilito per iniziare con le pappe.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda l’allattamento fino ai 6 mesi ma non indica un’età precisa in cui cominciare lo svezzamento poiché ogni bambino è diverso dall’altro e se è vero che esiste un’indicazione di massima, vale a dire tra i 6 e i 7 mesi di vita, è altrettanto vero che ogni bambino ha i suoi tempi proprio come per imparare a camminare, acquistare autonomia motoria, parlare. Di conseguenza non bisogna forzarlo ad assaggiare come non bisogna ostacolare la sua curiosità nel voler provare nuove consistenze e nuovi sapori se è lui a cercarle.

Dal momento in cui il bambino è fisiologicamente pronto e mostra interesse e curiosità per i cibi solidi possiamo iniziare con lo svezzamento. E’ necessario però che il suo apparato digerente raggiunga la maturità funzionale (4-5 mesi), che scompaiano i riflessi legati alla suzione, che abbia il controllo della postura del tronco che lo aiuta a tenere la posizione seduta, ma soprattutto è necessario che sia il bambino a voler provare … altrimenti sarà solo una forzatura. In altri termini non è l’età anagrafica del bambino che stabilisce quando iniziare lo svezzamento ma la combinazione di fattori fisiologici e relazionali.

Generalmente verso i 6 mesi il bambino è più attivo e più sicuro da un punto di vista motorio, dorme meno durante il giorno e vuole partecipare alla vita dei genitori ad esempio durante i pasti. Se siede a tavola con loro può manifestare interesse per ciò che mamma e papà stanno facendo e quindi vorrà provare ad imitarli, il suo interesse non è per il cibo in sé ma per quei gesti che desidera replicare. Questo è il momento giusto per fargli assaggiare pezzetti di cibo sminuzzato che piano piano, giorno dopo giorno, imparerà ad apprezzare … dovrà apprendere a masticare, deglutire e riconoscere i sapori. Gradualmente scoprirà che tutto ciò è appagante, buono, confortevole … proprio come lo era il latte.

Se è vero che non c’è un momento topico per iniziare è anche vero che non tutte le risposte saranno univoche … infatti, la reazione a questa nuova esperienza va di pari passo con un aspetto molto delicato dello svezzamento che è la rinuncia al piacere e al conforto dell’allattamento al seno o al biberon. Si tratta di un passaggio estremamente critico perché interrompe quell’intimità dei primi mesi in cui il gesto dell’allattamento unisce in un solo corpo e un solo sguardo genitore e bambino.

In più col passaggio al seggiolone il bambino non solo sperimenta la distanza fisica che non conosceva durante l’allattamento ma dovrà imparare una serie di regole e limiti che per lui rappresentano un’ulteriore prova. E qui possono cominciare le piccole sfide attraverso cui il bambino testa il genitore per misurare fin dove si può spingere, può succedere che cerchi ancora il seno o il biberon, che si rifiuti di mangiare … ecco, questi non sono semplici capricci ma richieste di attenzione, per cui cautela a liquidarli semplicisticamente come tali.

Torniamo così alla parola d’ordine di cui sopra “pazienza” … si perché i capricci sono piccole forme di protesta per reclamare quel legame esclusivo a cui ha dovuto rinunciare crescendo. L’allattamento per ogni bambino non è solo nutrimento fisico ma è soprattutto nutrimento emotivo ed affettivo. Se il bambino cerca il seno o il biberon anche in fase di svezzamento non lo fa per un semplice capriccio ma perché cerca di ricreare quel piacere unico ed intimo che ha sperimentato.

Per concludere una curiosità sul significato della parola svezzamento. Un tempo si credeva che fosse il momento in cui il bambino, ormai grande, doveva essere definitivamente allontanato dal seno. Il fatto che continuasse a cercare il seno materno era considerata una cattiva abitudine, un vezzo appunto quindi “svezzare” il bambino significava propriamente togliergli il vezzo/vizio del seno.